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martedì 12 novembre 2013

Fashion Style, 11 novembre 2013: i primi quattro concorrenti (di corsa)

La prima puntata di Fashion Style sceglie i primi due stilisti (Ivan Iaboni e Marthia Saracino) e i primi due hair stylist (Valerio Adami e Dario De Angelis) che prenderanno parte al talent. Ma come è andato questo debutto?

Rapido (fin troppo), pulito, essenziale nella scenografia, nel montaggio e nella struttura: la fase casting di Fashion Style è gradevole, anche se vuole fare troppe cose in troppo poco tempo. Certo è che le domande della giuria (almeno quelle scelte in fase di montaggio) aiutano a definire le caratteristiche del concorrente, il che è tutto in questa fase, sia per entrare in empatia/antipatia col concorrente sia per cogliere le tipicità dei giudici, sia per capire la filosofia del talent. In pochi secondi si colgono potenzialità e difetti di ciascuno dei personaggi in campo, da entrambi i lati della scrivania, cosa non scontata per quanto centrale nei casting talent (si pensi, per dire, al disastro di The Chef).
Insomma, si sente l’esperienza di format e ritmi alla MasterChef o X Factor e anche la doppia sovrimpressione sui nomi, che sembrerà una sciocchezza, mostra il rispetto per i concorrenti, che riescono persino ad apparire in qualche frammento dietro le quinte.
Si tenta, dunque, di mettere tutto il raccontabile nei pochi minuti a disposizione e per alcuni versi ci si riesce. Certo, non manca la sensazione di catena di montaggio che soprattutto nella prima parte, quella dedicata alla ‘sfilata’ dei concorrenti, è quasi soffocante: già qualche commento in più dei giudici tra un concorrente e un altro ha aiutato a stemperare l’effetto ‘fotocopia’ quando è stato inserito. Ma la sintesi è senza dubbio efficace, non raffazzonata, come abbiamo visto in altri casi.
Non mancano i contro: in apertura di puntata non si fa capire cosa stia per accadere e si va subito alla presentazione dei concorrenti, lasciando al pubblico la scelta, non scontata, di fare verso un programma sconosciuto ‘un atto di fede’. Non aiuta neanche il doppio turno di casting – prima stylist poi parrucchieri – che acuisce un certo senso di ripetitività. Personalmente, poi, sento il peso della ‘chiacchiera da rivali’ costruita a tavolino: capisco che si debba restituire il senso della gara, ma avverto qualcosa di ‘forzato’ nelle antipatie manifestate (a parole) dai concorrenti nel bel mezzo della prova.
Sui giudici, invece, nulla da dire, se non apprezzare il gusto della Toffanin, l’empatia della Marcuzzi e la straordinaria pragmatica lucidità di Cunaccia, una piacevolissima scoperta. Ah, c’è la Francini: la trovo personalmente superflua per modi, tempi e battute.
Insomma,di questa prima puntata quel che mi resta è la velocità: troppa roba in poco tempo. E per quanto sia ben fatta si finisce per dare la sensazione di avere fretta. Per parlare di pathos è forse un po’ presto, ma c’è il senso del racconto dei concorrenti, non della gara, a dire il vero.
Vedremo poi cosa succederà dalla quinta puntata, ovvero dalla gara vera e propria.


Fonte:Tvblog

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