La sostanza, comunque, non cambia: entrambe le parti pubblicizzano, a modo loro, l’evento televisivo che rende ancora una volta (un po’ meno eh, perché la situazione politica è cambiata) le elezioni politiche, per alcuni, come un referendum pro o contro il Cavaliere. Una visione anacronistica della realtà, ma televisivamente molto funzionale.
10.00: comincia presto, la giornata in preparazione al match (ché di questo si tratta) fra Silvio Berlusconi e Michele Santoro. Al punto che il profilo Twitter del Popolo delle Libertà spara fuori un Tweet con foto retrò del Cav, lo skin di Servizio Pubblico e la frase: «Mi piace giocare anche in trasferta».
E’ evidente dove si voglia andare a parare, e quanto, come si diceva ieri, sia importante lo show.
Questa sera, 10 gennaio 2013 Silvio Berlusconi sarà ospite unico di Michele Santoro eMarco Travaglio a Servizio Pubblico, su La7.
Sì, avete letto bene. Molto bene. Ospite. Unico.
Questo significa che per tre ore si parlerà di una cosa sola: di Silvio Berlusconi. Perché sì, la si metta come si vuole, ma è Berlusconi lo show. La politica è in disparte, che importa. E’ ovvio che sarà il Berlusconi-show. E che Santoro gongola per gli ascolti che verranno. E Travaglio, tutto sommato, gongolerà anche lui. E’ la legge dello spettacolo, bellezza: il sistema e l’antisistema hanno bisogno l’uno dell’altro. In questo caso, il berlusconismo e l’antiberlusconismo sono simbiotici (ma da anni, mica da oggi).
La cosa impressionante, appunto, è che non importa più a nessuno quel che dirà Berlusconi politicamente parlando. D’altro canto, prendiamo in considerazione il fatto che ora per il Cav. il candidato premier del Pdl è Angelino Alfano. Lo conferma a Porta a Porta, dopo aver ribadito per settimane che le primarie del Pdl non si sono fatte perché in campo era ritornato proprio lui, Berlusconi. E’ chiaro, no, che non importa davvero quel che dirà. No. Quel che importa è cosa accadrà nelle dinamiche fra i tre.
Ci si aspetta di tutto, ci sono persino i bookmakers che hanno quotato la possibilità che il Cavaliere si alzi e se ne vada (l’ipotesi è data 5 a 1 da Stanleybet, si dice in giro. Ma la possibilità, invece, che Berlusconi rimanga fino alla fine è data 1.23 a 1, quindi ritenuta più probabile. Alla domanda «Mi si nota di più se resto o se me ne vado», probabilmente il Cav. deciderà di rispondere restando, voi che ne dite?). Ci si aspettano liti, scontri o pacche sulle spalle. Qualsiasi cosa.
E se Marco Travaglio (si vociferava che potesse non essere della partita, ma lui smentisce) dice che non sarà una «sfida all’OK corral», in realtà si augurano tutti che lo show sia all’altezza delle aspettative. Peccato che non potremo assistere al crossover dei sogni di chi non ne può giù più di questo dejavu (come il sottoscritto): Joe Bastianich che arriva in studio, rovescia il piatto e dice:
«Signori, tutto questo è bollito».
Non accadrà. E saremo tutti lì a guardare, commentare, far battute, cercare di esser seri, criticare, darsi un tono. Come se fosse il Festival di Sanremo. E’ Servizio Pubblico, mi chiedevo nel titolo di queste poche righe.
Sì. Forse sì. Nel senso che il pubblico vuole anche questo, e quindi, nel bene e nel male, gli si offre un servizio.
Fonte:Tvblog

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