La guerra delle spose (versione italiana di “Battle of the brides”) ha l’aria di essere un format da ‘perversione spinta’: già è difficile scendere a compromessi con madri, suocere, parenti e amici, per portare a casa un matrimonio ‘simile’ a quello dei propri sogni che però non rovini la quiete familiare , figurarsi trovarsi a contrattare con un’altra sposa, per di più estranea, che ha la stessa missione da compiere ma desideri completamente diversi da esaudire.
Insomma, oltre a coniugare gli sposi bisognerà coniugare i loro desideri. E così ci capiterà di assistere a trattative sfinenti tra chi vuole un matrimonio scozzese e chi crinoline rosa (come la coppia protagonista della puntata di stasera, formata da Kathryn e Cadi), tra chi sogna un matrimonio in stile Tudor e chi un red carpet hollywoodiano, chi sogna lapidi e chi il castello delle principesse. E la perversione degli autori è anche quella di far sì incontrare gli amanti dei musical, ma di contrapporre i fans di Alice nel Paese delle Meraviglie a quelli de Il Fantasma dell’Opera. Non manca il matrimonio omosex, che vede opposti Mark e la sua festa Drag Queen all’idea di un matrimonio tradizionale voluto dalla slovacca Katarina. Se pensate, poi, che gli sposi si limitino a subire, vi sbagliate: c’è chi combatte strenuamente per indossare uno smoking alla James Bond anche in una cerimonia degna di Guerre Stellari.
A prima vista sembra più semplice organizzare una gita su Marte, ma il programma arriva dritto dritto dalla Gran Bretagna, Paese che ha già regalato chicche come Quattro Matrimoni e che (televisivamente) ha dimostrato di avere un approccio alquanto easy al ‘dramma del matrimonio’. Del resto per partecipare a programmi del genere non si può essere dei maniaci perfezionisti (o altrimenti è davvero necessario un TSO), ma bisogna avere una gran voglia di divertirsi, di esibirsi e di spendere soldi che non si hanno.
Chissà che La Guerra delle Spose non nasconda qualche valore educational, magari dimostrando che rinunciare a qualcosa a favore degli altri conduce a obiettivi altrimenti impossibili per tutti. Uhm, difficile: quando si tratta di matrimoni, da noi vige il principio ‘Ognuna per sé e Dio per tutti’. O no? Ma voi lo fareste?
Fonte:Tvblog
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