E’ iniziato con la domanda “Sei mai stato innamorato, Fabio?” il monologo di Luciana Littizzetto incentrato sull’amore e sulla violenza contro le donne. La comica torinese dopo aver preso in giro il vocabolario amoroso dei maschi, da “sei molto importante per me” (”Anche non pestare una merda di un cane è importante, per non portarle dal calzolaio”) a ‘tesoro, amore, splendore’ (mi vedi splendida? Sono una plafoniera?), Lucianina ha spiegato quanto l’amore di una donna vada oltre molte cose.
Vi amiamo quando non chiudete i barattoli, così appena lo prendi cade tutto. (…) Vi amiamo quando per farvi un caffè sporcate una cucina che nemmeno 10 Benedetta Parodi. (…) Quando diciamo: ‘amore, voglio un figlio da te’. E rispondete: ‘magari un cane’.
Prima di voltare tono del monologo, la Littizzetto ha spiegato che “l’amore è un apostrofo rosa tra le parole “è irrecuperabile e ma quasi quasi me lo tengo”. Quindi, ha introdotto ilflash mob One Billion Rising che l’ha vista protagonista esprimendo la speranza che “tutti i diritti siano riconosciuti. Non solo quelli dei soldi” ed ha assicurato che “non vogliamo essere donne con le palle. Abbiamo le tette. Ci bastano.”. Quindi il tema della violenza sulle donne:
La famiglia non è per forza quel luogo magico dove tutto è amore. (…) Un uomo che ci mena, non ci ama. Mettiamocelo in testa, salviamo nell’hard disk. Vogliamo credere che ci ami? Bene, allora ci ama male. Non è questo l’amore. Un uomo che ci picchia è uno str0nzo.
L’amore riempie il cuore, non rompe le costole. Non abbiamo 7 vite come i gatti. Ne abbiamo solo una. Non buttiamola via.
Poi spazio alla musica e ai movimenti impacciati ma divertenti di Lucianina.
Fonte:Tvblog
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