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giovedì 16 gennaio 2014

La Vita in Diretta "ruba" l'ospite a Pomeriggio Cinque in diretta ma dichiara: "Era in collegamento con noi, dalle ore 15:45"

In un modo o nell’altro, con Pomeriggio Cinque, la trasmissione di infotainment condotta daBarbara D’Urso, non ci si annoia davvero mai. Nella puntata di ieri, infatti, è avvenuto un episodio che, se la memoria non mi tradisce, al momento non ha precedenti perlomeno recenti.

In poche parole, è successo che un ospite in collegamento con il programma di Canale 5 è stato prelevato quasi con la forza per essere spedito in tutta fretta al cospetto di Paola Perego, conduttrice de La Vita in Diretta.
Riassumiamo i fatti: Pomeriggio Cinque sta trattando il caso di Maurizio Rigamonti, l’uomo di 43 anni scomparso con il figlio di soli 8 anni, attualmente al centro di una contesa legale, in corso tra i due genitori, per l’affido. In collegamento c’è Annibale Rigamonti, padre dell’uomo in fuga con il proprio figlio.
Al termine di un servizio in esclusiva che ha avuto come protagonista lo stesso bambino coinvolto in questa vicenda (sull’opportunità di trasmettere questo filmato, ognuno si faccia la propria opinione), nel video wall è possibile vedere Annibale Rigamonti alzarsi di colpo e abbandonare il collegamento. A prima vista, chiunque può aver pensato ad un abbandono volontario causato dalla messa in onda del servizio.
Qualche secondo dopo, però, l’arcano viene svelato: l’inviata di Pomeriggio Cinque, decisamente seccata per l’accaduto, vorrebbe non svelare il misfatto ma Barbara D’Urso, desiderosa di chiarimenti, la spinge a farlo e così l’inviata svela che Annibale Rigamonti è stato “prelevato da alcuni colleghi”.
Barbara D’Urso, quindi, ha commentato il fatto, affermando che, considerata l’urgenza con la quale l’ospite le è stato sottratto, i colleghi in questione non possono essere altro che quelli de La Vita in Diretta.
E infatti, cambiando rapidamente canale, si scopre che Annibale Rigamonti è lì, a rispondere alle domande di Paola Perego su Rai 1.
Barbara D’Urso, non facendo il nome della trasmissione concorrente, ha accusato i colleghi di Rai 1 di essere stati “poco civili” in questa circostanza.
A questo punto, prima di emettere una sentenza e stabilire chi ha ragione o chi ha torto, sarebbe opportuno venire a conoscenza degli accordi stabiliti e scoprire, di conseguenza, chi non si è comportato in modo corretto, se è stato Pomeriggio Cinque a sforare i tempi o La Vita in Diretta a pretendere l’ospite con largo anticipo.
Tramite il blog ufficiale della trasmissione, La Vita in Diretta ha ufficialmente fornito la propria versione riguardo ciò che è successo oggi durante Pomeriggio Cinque, con il “furto” dell’ospiteAnnibale Rigamonti avvenuto clamorosamente in diretta. La trasmissione di Rai 1 ha rivendicato la correttezza del proprio comportamento con questo comunicato:
Il sig. Annibale Rigamonti, papà dell’uomo in fuga da giorni con il figlio (nella foto), era già in collegamento audio/video con la #vitaindiretta dalle ore 15:45. Quindi ben prima dell’inizio della trasmissione concorrente. I commenti negativi si basano su informazioni errate.
La spiegazione, in realtà, non è soddisfacente per chiarire il caso. Stando a questo comunicato, infatti, se Rigamonti effettivamente era in collegamento con La Vita in Diretta dalle ore 15:45, con quali modalità, i giornalisti di Pomeriggio Cinque si sarebbero appropriati dell’ospite?
Si è trattato di un “prestito”, come avviene con i giocatori tra le squadre di calcio?
E’ evidente che mancano all’appello ancora altri particolari.
La Vita in Diretta, inoltre, ha voluto commentare anche la decisione di Pomeriggio Cinque di mandare in onda il filmato esclusivo con il bambino Leonardo Rigamonti:
La Vita in Diretta sta seguendo la vicenda della famiglia Rigamonti da giorni, attenta a dare spazio a tutte le parti in campo e con l’obiettivo di mettere al primo posto l’interesse del bambino. Ragion per cui abbiamo deciso di non mandare in onda il video di Leonardo, scandaloso esempio di esposizione mediatica di minore nella lotta tra genitori.
I modus operandi delle due trasmissioni possono anche essere differenti ma questo affermare in continuazione che si agisce sempre e solo “nell’interesse del bambino” sta diventando una giustificazione fin troppo abusata e decisamente urtante.


Fonte:Tvblog

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